l'isola che non c'è

Volete scoprire l’isola che non c’è? Da Peter Pan alle mappe, ecco la storia affascinante di 3 isole fantasma che hanno ingannato il mondo

Scoprire” l’isola che non c’è” è davvero difficile

Ciao amiche di Tre Passi nel Mondo! Se pensate che ho sbagliato il titolo, presto scoprirete che non è così. Siete disposte a scoprire se in realtà l’Isola che non c’è esiste? Sarà solo un gioco di parole? Vediamo se siete pronte per un viaggio che sfida la logica e la geografia! Sì, perché oggi vi portiamo a spasso tra i più grandi errori cartografici della storia, alla scoperta della vera “isola che non c’è” del nostro pianeta!

Peter Pan: il fascino interiore dell’Isola che non c’è

Prima di salpare per l’oceano, facciamo una piccola sosta nel mondo della fantasia. L’Isola che non c’è (o Neverland) è il luogo magico creato da J.M. Barrie per il suo intramontabile Peter Pan, il ragazzo che non voleva crescere.

Quell’isola è molto più di un semplice luogo per bambini sperduti e pirati; è il simbolo di un’eterna infanzia, un rifugio dove il tempo si ferma e le avventure sono infinite. Come scriveva Barrie, l’Isola-Che-Non-C’è è “sempre più o meno un’isola, con sorprendenti macchie di colore qua e là… e selvagge tane isolate.”

Ebbene, pensate che anche il nostro mondo “reale” è pieno di queste isole, luoghi segnati per secoli sulle mappe, che per un motivo o per l’altro, si sono rivelati essere pure invenzioni, errori o miraggi.

L'Isola che non c'è di Peter Pan
L’Isola che non c’è di Peter Pan

3 esempi di “Isola che non c’è” veramente esistite

Sandy Island: il fantasma digitale nel Mar dei Coralli

Cominciamo dalla nostra amica Sandy Island talvolta chiamata anche Île de Sable (Isola di Sabbia),-che è apparsa sulle mappe nautiche per secoli, ma la cui storia è stata riscoperta in tempi moderni grazie alla sua presenza tenace su Google Maps e sugli atlanti digitali.

  • Dove si trovava (sulla carta)? Tra l’Australia e la Nuova Caledonia, nel Mar dei Coralli.
  • La leggenda: fu avvistata per la prima volta dall’esploratore James Cook nel 1774 e poi riconfermata nel 1800. Per anni, è rimasta un punto fisso sulla cartografia ufficiale. Non è un’invenzione moderna, ma una vera e propria entità geografica, con tanto di coordinate precise!
  • 1774: l’avvistamento di Cook. La storia di quest’isola fantasma comincia (o forse no?) con il famoso esploratore britannico James Cook. Durante uno dei suoi viaggi nel Pacifico, Cook ne segnalò l’esistenza, e da quel momento l’isola entrò a far parte delle mappe.
  • 1876: la baleniera francese. Un secolo dopo, anche una baleniera francese la avvistò, riconfermando la sua presenza, sebbene con coordinate leggermente diverse. L’isola, descritta come un lembo di terra lungo circa 25 chilometri, continuò a figurare su molti atlanti e carte nautiche ufficiali, compresi quelli dell’Ammiragliato Britannico.

Insomma, per anni, se aveste guardato una mappa, avreste trovato Sandy Island nel Mar dei Coralli.

Sandy Island, esiste o è un'isola che non c'è?
Sandy Island, esiste o è un’isola che non c’è?
  • La verità: nel 2012, un gruppo di scienziati australiani ha navigato fino alle coordinate esatte e ha trovato solo acqua profonda oltre 1400 metri. L’ipotesi più accreditata è che gli avvistamenti fossero dovuti a grandi zattere di pietra pomice galleggiante, rilasciate da eruzioni sottomarine, che hanno ingannato i navigatori. Un classico errore che, digitalizzato, è sopravvissuto fino ai giorni nostri!

Hy-Brasil: l’Isola nascosta nella nebbia celtica

Spostiamoci nell’Atlantico, a ovest dell’Irlanda, dove per secoli i marinai hanno cercato l’isola mitica di Hy-Brasil nascosta nella penetrante nebbia celtica. Ma vediamo dove si trovava e qual è l leggenda che l’ha resa famosa.

  • Dove si trovava? Nell’Oceano Atlantico, vicino all’Irlanda.
  • La leggenda: secondo il folklore celtico e le antiche mappe, Hy-Brasil era un’isola avvolta in una nebbia perenne, che diventava visibile solo per un giorno ogni sette anni. Era considerata un luogo di grande bellezza, abitato da esseri avanzati.
  • Sulle mappe: comparve regolarmente sulle mappe fin dal 1300 e continuò ad essere disegnata fino a metà del 1800! L’ultima spedizione significativa per cercarla fu nel 1865. Nonostante i numerosi “avvistamenti” registrati nel corso dei secoli, oggi sappiamo che Hy-Brasil è pura mitologia, nata forse da miraggi o banchi di nebbia densi.
Hy-Brasil, un'altra Isola che non c'è
Hy-Brasil, un’altra Isola che non c’è

Ferdinandea: l’isola che non c’è italiana: nata e morta in un lampo

Non tutte le isole fantasma sono errori duraturi, come quelle che abbiamo visto prima: alcune sono nate davvero, ma hanno avuto una vita brevissima, come l’Isola Ferdinandea nel Canale di Sicilia.

  • Dove si trovava? Tra la Sicilia e Pantelleria.
  • La storia: a differenza delle altre, questa isola che non c’è è emersa realmente! Nel luglio 1831, l’attività vulcanica sottomarina fece emergere un isolotto di scorie e cenere.
  • La contesa: subito, scoppiò una disputa internazionale. I Borboni di Napoli, gli Inglesi e i Francesi si affrettarono a rivendicarla, dando ognuno il proprio nome all’isola. Prima che si arrivasse a un accordo, la natura risolse la questione: l’isola, composta da materiale friabile, sprofondò nuovamente sotto il livello del mare pochi mesi dopo, scomparendo entro la fine dello stesso anno. Oggi è un banco sottomarino, ma il suo breve e burrascoso passato la rende un’affascinante “isola che non c’è più”.
Ferdinandea, l'Isola che non c'è più
Ferdinandea, l’Isola che non c’è più

Conclusioni: la geografia a spasso tra storia e illusione

Queste storie ci ricordano che il mondo che crediamo di conoscere perfettamente ha ancora margini di mistero e di errore. “L’isola che non c’è” è una testimonianza di come, per secoli, la cartografia sia stata un mix di fatti osservati, leggende tramandate e, a volte, semplici sogni o allucinazioni. E voi, quale di queste isole avreste voluto visitare, se solo fosse esistita?

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