Prima di addentrarci nelle vie torinesi alla ricerca delle piole più autentiche, facciamo chiarezza: cos’è esattamente una piola? Non è una semplice trattoria o osteria. La piola è un’istituzione, un luogo dell’anima dove la tradizione enogastronomica piemontese si è cristallizzata in una formula magica: cibi della tradizione torinese, atmosfera informale e calorosa, e un conto che non svuota il portafoglio.
La piola ha mantenuto l’impostazione fedele agli anni ’60: cibi della tradizione torinese, atmosfera informale e calorosa, e un conto tendente al basso. È il posto dove i torinesi DOC vanno a mangiare agnolotti al plin (quei piccoli ravioli ripieni che sono patrimonio dell’umanità, almeno per noi piemontesi), vitello tonnato, carne cruda battuta al coltello, e bevono vino sfuso in caraffa senza farsi problemi.
Le piole sono luoghi dove non esistono menu sofisticati o impiattamenti da chef stellato. Qui il cibo parla da solo, crudo e onesto, servito in piatti bianchi semplici, su tovaglie a quadri o addirittura tovagliette di carta. E il vino? Rigorosamente Barbera del Piemonte, servito in caraffa come una volta.

Cianci Piola Caffè: la piola per eccellenza
Cianci è La Piola. Un posto minuscolo, con non più di una quindicina di coperti all’interno che sono sfruttati in ogni millimetro. Quando arrivi, ti ritrovi quasi naso contro naso con il vicino di tavolo, ma è parte del fascino. L’atmosfera è vivace, giovane, caotica nel modo migliore possibile.
Qui non si prenota. Sì, avete capito bene. Dovete semplicemente presentarvi e mettervi in fila. Ma credetemi, ne vale assolutamente la pena. Mentre aspettate il vostro turno, godetevi l’atmosfera di Largo IV Marzo, una delle piazzette più belle di Torino, a due passi dal Duomo e da Piazza Castello.
Cosa ordinare: Gli agnolotti al sugo d’arrosto sono leggendari. Poi c’è l’insalata russa (sì, quella con maionese, piselli e carote), il vitello tonnato (fettine sottili di vitello coperte da salsa tonnata cremosa), e i tajarin con salsiccia. Il vino? Ovviamente sfuso in caraffa, rosso del Piemonte che scorre come l’acqua.
Il trucco: Andate nei giorni feriali a pranzo, quando la fila è più gestibile. Il weekend è puro delirio.
Il Cortiletto: la piola nascosta di Porta Palazzo
Immerso nei colori multiculturali di Porta Palazzo, Il Cortiletto è un locale ormai storico di cucina piemontese. Con la bella stagione è suggestivo prendere posto fuori, nel cortiletto di un condominio per l’appunto, e godersi quell’atmosfera da siesta dove sembra che tutto il mondo si fermi.
All’interno, mattoni a vista, sedie in legno, piatti di ceramica bianca semplice invitano a sentirsi a proprio agio. È come entrare in casa della nonna piemontese: caloroso, genuino, senza fronzoli.
Il momento più bello per godersi Il Cortiletto? Subito dopo il Balon del sabato, il mercato delle pulci istituzione di Torino. Fate un giro tra le bancarelle del Balon (troverete di tutto: oggetti vintage, libri usati, vinili, mobili antichi), e poi a pranzo da Il Cortiletto. È un’esperienza torinese al 100%.
Cosa ordinare: L’antipasto alla piemontese (un tripudio di salumi, formaggi, peperoni, acciughe al verde), le zuppe in inverno, i plin e agnolotti ovviamente. E se c’è, provate la bagna cauda (la salsa calda a base di acciughe, aglio e olio in cui intingere le verdure crude). È un rito sacro piemontese.
Scannabue: la piola trendy di San Salvario
Scannabue si trova a San Salvario, croce e delizia di tutti i torinesi che sono troppo giovani per darsi alle bocce ma allo stesso tempo sono di qualche anno già in ritardo per godersi davvero il casino della movida. È una piola che ha mantenuto l’anima tradizionale ma si è evoluta.
Dei suoi plin ai tre arrosti se ne parla in lungo e in largo come una delle cose da non farsi mancare se si è a Torino. E con ragione: sono uno di quei piatti che si vorrebbe non finissero mai. Ogni boccone è un concentrato di sapore, con il sugo d’arrosto che avvolge i plin in un abbraccio perfetto.
Cosa ordinare: Oltre ai plin ai tre arrosti (il piatto più conosciuto), provate la carne cruda battuta al coltello, il crostino con burro e alici, e i peperoni con bagna cauda in stagione. I piatti sono curati, l’impiattamento è più raffinato rispetto alle piole tradizionali, ma l’anima rimane autentica.
Nota: Scannabue è leggermente più caro delle altre piole, ma il rapporto qualità-prezzo rimane eccellente. E il dehors in qualsiasi stagione è bellissimo.

Osteria Antiche Sere: la piola romantica
Un’osteria alla vecchia maniera: arredamento in legno, pavimento in cotto che mantiene i segni di mille e mille piedi passati da lì, tovaglie bianche, esterno pergolato. Antiche Sere è la piola perfetta per una cena romantica senza spendere una fortuna.
D’estate, il cortile con pergola diventa un angolo di paradiso. Cenare all’aperto, a lume di candela, circondati da rampicanti verdi e con il profumo degli agnolotti che arriva dalla cucina… è un’esperienza che scalda il cuore.
Cosa ordinare: Il vitello tonnato, i tomini (formaggini piemontesi serviti caldi o alla griglia), i peperoni, la carne cruda, e naturalmente gli agnolotti. Quello che si definirebbe il mangiare di casa, servito in piatti bianchi semplici.
Il consiglio: Prenotate sempre, specialmente d’estate quando il cortile è richiestissimo.
Caffè Vini Emilio Ranzini: la piola minuscola
Tra il Quadrilatero e Porta Palazzo c’è un angolo di storia romana che si staglia su Torino: proprio lì, piccolo piccolo, c’è l’ingresso di Caffè Vini Emilio Ranzini. Tanto piccolo che quando lo vedi ti senti come Alice nel Paese delle Meraviglie quando mangia troppo biscotto che la fa crescere.
Ranzini è una piola nata a Torino più o meno insieme alla Porta Palatina, diventata simbolo del buon cibo a poco prezzo. Oggi è frequentata sia da torinesi DOC sia da turisti e ragazzi attratti dalla fama acquisita nel tempo.
Cosa ordinare: Formaggi e salumi, lingua (sì, lingua di vitello, non fate quella faccia!), vitello tonnato, tomini, frittate e biove (focaccine piemontesi). Tutto rigorosamente tradizionale e servito con amore.
Quanto spendere: budget realistico
Una delle bellezze delle piole è che si mangia benissimo senza spendere una fortuna. Ecco un’idea realistica di quanto vi costerà un pasto:
Pranzo veloce: €12-18 a persona (un primo o un secondo, acqua, caffè) Pranzo completo: €18-25 a persona (antipasto, primo, secondo, dolce, vino, caffè) Cena: €20-35 a persona (antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, vino, caffè)
Le piole più turistiche o trendy (come Scannabue) sono leggermente più care, ma raramente si superano i €40 a persona anche con un pasto completo e vino.
Il consiglio finale di Tre Passi nel Mondo
Le piole di Torino non sono solo ristoranti: sono custodi di una tradizione che rischia di scomparire. Sono luoghi dove la cucina piemontese si tramanda di generazione in generazione, dove i sapori non cambiano perché non devono cambiare.
Quando entrate in una piola, rallentate. Non abbiate fretta. Assaporate ogni boccone, sorseggiate il vino in caraffa, chiacchierate con i vicini di tavolo (capita spesso!), e lasciatevi avvolgere dall’atmosfera. È questo il vero lusso: mangiare bene, in compagnia, senza pretese.
E se alla fine del pasto vi sentite un po’ appesantiti (gli agnolotti hanno questo effetto), fate come i torinesi: una passeggiata digestiva lungo il Po, sotto i portici del centro, o su per la collina. Torino si svela piano piano, esattamente come i suoi piatti della tradizione.
Buon appetito, o come dicono i piemontesi: bon apetit!

Napoletana d’origine e torinese d’adozione, sono cresciuta tra un film di Hitchcock e una pizza da Sorbillo. Sono sempre alla ricerca di una nuova caffetteria o un nuovo sushi e adoro conoscere nuove persone e visitare posti nuovi, vicini e lontani.
