TikTok Tourism

TikTok Tourism, cos’è e perché non fa bene al turismo

I social hanno decisamente cambiato il nostro modo di viaggiare e in particolare si sta parlando sempre di più del cosiddetto fenomeno del TikTok Tourism, ma cos’è nello specifico? E soprattutto: perché i suoi risvolti non sempre sono positivi? Dobbiamo infatti considerare che molte destinazioni si sono ritrovate ad affrontare il fenomeno dell’overtourism. Ed è un vero e proprio problema perché il nostro pianeta va preservato con scelte sostenibili.

TikTok Tourism, cos’è?

TikTok Tourism

Il TikTok Tourism è ormai la realtà: basta fare un giro sulla piattaforma per trovare migliaia di video dedicati ai viaggi. Non solo trucchi e consigli su come preparare la valigia, ma anche suggerimenti sulle destinazioni da non perdere. I creator si sfidano continuamente per proporre dei luoghi segreti e che non sono invasi dai turisti.

Rispetto a YouTube e Instagram, TikTok è diventato sempre più potente in virtù del fatto che si fonda sui formati virali. Parliamo di video brevi e di impatto che funzionano molto bene nel settore del turismo. Il pubblico europeo, in effetti, prende spunto dalla piattaforma per prenotare il suo prossimo viaggio. E non è il solo: la Generazione Z, in America, usa TikTok come un vero e proprio motore di ricerca per la prossima destinazione di viaggio.

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Quali sono le mete del TikTok Tourism

TikTok Tourism

In effetti, si sono registrati dei veri e propri boom a seguito di alcuni #condivisi su TikTok: per esempio, #ParkGuell ha totalizzato più di 50 milioni di visualizzazioni, mentre la #SagradaFamilia più di 400 milioni. Chiaramente, questo boom porta le persone a prenotare assolutamente una vacanza in questi luoghi ed è innegabile che il pubblico maggiormente influenzato dai social media sia proprio la Generazione Z.

Oltre a Barcellona, tra le attrazioni turistiche in Europa influenzate dall’effetto del TikTok Tourism troviamo l’Etna a Catania in Sicilia, i vigneti del Douro a Porto e i mercati di Istanbul. Ma naturalmente ce ne sono tante altre che incuriosiscono i viaggiatori: per fare un esempio su tutti, la Fontana di Trevi a Roma, o la Pink Beach ad Amsterdam.

Crescono poi le attenzioni nei confronti delle esperienze nei parchi a tema Disney, tra i brand più citati dai creator e dagli utenti. Ma c’è anche grande curiosità verso le esperienze, e in effetti il turismo esperienziale è tra i trend di viaggio del 2025.

I risvolti, non sempre positivi

I viaggi ci fanno bene. Non stiamo parlando solo della possibilità di staccare la spina e di prendere un volo verso una meta esotica, ma dell’opportunità di ampliare la nostra mente e il nostro bagaglio, di approcciarci ad altre culture e di conoscere altre persone.

Chiaramente, TikTok rappresenta una piattaforma potenzialmente immensa per la creazione di contenuti, ma purtroppo dobbiamo anche valutare i danni. Talvolta, soprattutto quando vengono consigliate delle mete poco battute, riuscire ad affrontare poi un flusso molto più alto non è del tutto possibile perché non ci sono le infrastrutture.

Certo, i turisti portano un riscontro economico da non sottovalutare, ma allo stesso tempo dobbiamo considerare i risvolti negativi per il luogo, poiché spesso si parla di affollamento, di infrastrutture sotto pressione e, naturalmente, della sporcizia lasciata dai turisti.

In breve, si parla di una sorta di promozione del turismo non etico. C’è da considerare, inoltre, che TikTok non sparirà da un momento all’altro, e il suo fenomeno non si esaurirà tanto presto. Cosa possiamo fare quindi per evitare determinati eventi? Viaggiare in modo responsabile e consapevole, rispettando il luogo che stiamo per visitare, non solo la natura, ma anche la cultura.

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