Tra le nuove forme di turismo troviamo i cosiddetti viaggi etnobotanici, un modo per avvicinarci ancora di più alla natura e per riconnetterci con il nostro meraviglioso pianeta. In questi giorni si sta svolgendo il BIT 2025, che ci sta mostrando le forme di vacanze più apprezzate e soprattutto ci sta permettendo di scoprire quali saranno le tendenze che determineranno non solo l’anno in corso ma anche il futuro. E pare proprio che questa nuova forma di turismo sostenibile sia tra le più amate e ricercate proprio perché c’è la volontà di riscoprire l’antica saggezza botanica.
Viaggi etnobotanici, cosa sono

Fare un viaggio etnobotanico, come del resto spiega la parola stessa, significa concentrarsi sul legame, che esiste da sempre, tra l’essere umano e le piante. Non solo: le piante di fatto sono sempre state una parte essenziale della nostra vita. Frase che probabilmente vale molto di più per il nostro passato e per tutti quei tempi in cui non c’era la scienza di oggi. Ci riferiamo in tal senso alle popolazioni che hanno sempre usato le piante per curarsi, ma anche per mangiare o comunque che hanno sfruttato la natura per rituali o ancora per realizzare dei prodotti artigianali.
Da qui possiamo comprendere che i viaggi etnobotanici non sono altro che lo studio di come le piante siano state usate nelle diverse culture e di come vengano tutt’oggi sfruttate. Perché in alcune parti del mondo ci sono ancora delle popolazioni che le considerano valide alleate per ogni esigenza. Siamo di fronte a una forma di viaggio molto diversa da quella che intendiamo solitamente. Il fine non è dunque il relax in un luogo paradisiaco bevendo un cocktail mentre si osserva la distesa oceanica di fronte a noi. Vengono definite delle vere e proprie spedizioni naturalistiche e antropologiche.
Non solo: queste spedizioni vengono organizzate in modo tale da essere davvero un arricchimento al proprio bagaglio esperienziale, quindi sono pianificate da esperti locali ma anche da guide ambientali o addirittura dai professori universitari. A raccontare questa nuova forma di turismo sostenibile è stato il BIT 2025, che ha acceso le luci dei riflettori su una tendenza in forte rialzo e che dunque si basa sulle tradizioni botaniche delle culture indigene.
I luoghi dei viaggi etnobotanici: dove andare in Italia e non solo

Naturalmente ancora una volta sottolineiamo che questa esperienza va fatta a contatto con la natura quindi non in luoghi artificiali. Secondo il BIT 2025, possiamo valutare diverse mete per provare i viaggi etnobotanici. Tra cui la foresta pluviale in Amazzonia o in Perù, quindi in tutti quei luoghi dove c’è un’alta percentuale di biodiversità. Queste spedizioni vanno assolutamente organizzate con gli esperti in modo tale da evitare qualsiasi problema. E soprattutto perché bisogna conoscere le piante e l’ambiente, così da vivere in sicurezza il viaggio.
Per i viaggi etnobotanici in Italia, c’è comunque la possibilità di prenotare in diverse zone della Sardegna. Qui tutt’oggi le erbe e le piante vengono usate a scopo medicinale e non solo. Spazio poi alla Valle d’Aosta che organizza spesso degli eventi dedicati all’etnobotanica, e dunque possiamo metterci già alla prova viaggiando in Italia per poi organizzare delle vacanze in giro per il mondo.
Vale la pena sottolineare che questa è solo una delle tendenze presentate nel corso del BIT: vi abbiamo parlato anche delle Bravecation, del Nocturismo, dell’Astroturismo. E pare proprio che il turismo della longevità sia un’altra delle tendenze più apprezzate perché le persone vogliono girare il mondo provando quelle esperienze che possono contribuire effettivamente ad allungare la vita in termini di benessere e qualità.

Con una formazione nel settore del turismo, un certificato da consulente di viaggi e il desiderio perenne di prenotare il prossimo volo aereo, scrivo di viaggi e vacanze in Italia, specializzata nella mia Sicilia e nella mia terra d’adozione, l’Emilia-Romagna. Ma mi piace anche andare lontano, e ho coltivato una passione per il Giappone e l’America.
