Angkor Wat a rischio

Angkor Wat, perché questo Tempio viene definito a rischio da trend e social

Viaggiare è bellissimo, ma spesso sottovalutiamo le conseguenze, e quando si parla dell’area di Angkor Wat in Cambogia è persino la dura verità. Lo facciamo nel momento in cui ci giriamo dall’altra parte e, di fronte ad alcuni trend, invece di spegnerli, continuiamo ad alimentarli. Già nel 2024 abbiamo sentito parlare dei rischi legati a quest’area famosissima nel mondo. Ecco cosa sta succedendo.

Perché Angkor Wat in Cambogia è a rischio

Tutto inizia con un video su TikTok, con dei reel, con delle sfide. E così ci ritroviamo a preoccuparci di una area meravigliosa, che è quella di Angkor Wat in Cambogia. C’entra un videogioco, ovvero Temple Run. E c’entra soprattutto il grande interesse che si è sviluppato intorno a determinate tendenze che una volta che sono diventate virali si affermano rapidamente a macchia d’olio in ogni parte del nostro pianeta.

I visitatori scavalcano i passaggi, corrono sui sentieri di pietra, senza rendersi conto che preservare le rovine di Angkor Wat ha richiesto lunghi sacrifici e lavori, considerando che siamo su uno dei siti archeologici più importanti al mondo. Oltre a essere il sito più importante della Cambogia.

Già Simon Warrack, conservatore, aveva espresso le sue preoccupazioni in merito: “Nessuno correrebbe nella Basilica di San Pietro a Roma o in qualsiasi altra chiesa occidentale, quindi perché è giusto farlo in Cambogia? Non si tratta solo di un potenziale danno alle pietre, perché le persone vi sbattono contro e cadono o rovesciano le cose ma anche di un danno al valore spirituale e culturale dei templi. Si ritiene che ogni pietra contenga gli spiriti degli antenati”. In pratica la gente “calpesta” le anime degli antenati dei local. Loro la leggono così.

La rivolta dei macachi

Come se non bastasse, c’è un ulteriore aspetto che preoccupa enormemente. Ancora una volta c’entrano i social, ma soprattutto c’entrano tutte quelle persone che negli anni hanno ritenuto “opportuno” combinare pasticci in un sito archeologico che è anche tutt’oggi venerato dalla popolazione. Ad Angkor Wat vivono i macachi. Che fino a poco tempo fa erano considerati una “attrazione”. Ma, come sempre, con il tempo, le cose possono cambiare, e la natura si rivolta contro noi esseri umani.

Se un tempo erano appunto parte integrante del luogo, oggi hanno modificato il loro comportamento divenendo una minaccia per le persone. È stato notato infatti che sono diventati più aggressivi nei confronti dei turisti: del resto sono proprio questi a rincorrerli per filmarli e fare così milioni di visualizzazioni sui social. Ad alimentare questo problema, sottolineano i siti di viaggio, sono stati proprio i turisti e gli influencer: un tempo diffidenti nei confronti degli esseri umani, oggi i macachi hanno invece sviluppato un comportamento tale da minacciare i turisti presenti nel tempio.

Angkor Wat, il tempio da rispettare

Dovremmo rispettare la natura, la cultura, la storia, la popolazione che vive lì, il loro credo, il territorio. Invece ancora una volta gli esseri umani si ritrovano a salire sul tribunale ed essere giudicati colpevoli.

Angkor Wat è il più grande complesso religioso al mondo, dedicato inizialmente al Dio Vishnu, per poi diventare il simbolo del potere divino. Diventato Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco nel 1992, indubbiamente è uno dei luoghi più fotografati al mondo, ma è anche un sito dove è possibile vivere un’esperienza profondamente spirituale e dove ammirare anche i templi circostanti, come il Tempio Ta Prohm, che tutti abbiamo visto nel film Tomb Raider.

Un luogo da rispettare e da scoprire, ma è ormai chiaro che la minaccia più grande siamo noi, quel turismo di massa che a lungo abbiamo promosso, quelle sfide sui social che avremmo dovuto segnalare. Ma ci siamo girati in fretta dall’altra parte, dimenticando come sempre una delle lezioni più preziose: la natura, prima o poi, si rivolta. Sempre.

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