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Tassa di soggiorno in Grecia: arriva un super aumento? In Italia invece tutto cambia

Brutte notizie per gli amanti della terra del classicismo, la tassa di soggiorno in Grecia diventerà cara e amara, con un incremento davvero spropositato. Quanto e come si pagherà?

Tassa di soggiorno in Grecia: in arrivo un aumento delle tasse

Visitare la Grecia potrebbe diventare ancora più costoso nel 2025 a causa dell’aumento delle tasse. Tradotto per i turisti, potrebbe comportare un incremento fino a 50 euro in più rispetto al 2024. Il governo ha deciso di ritoccare la tassa di soggiorno in Grecia con l’obiettivo di raccogliere più fondi per sostenere le varie città in difficoltà. I soldi finiranno per la creazione e la gestione di iniziative legate agli cambiamenti climatici, oltre a preparare le aree del Paese più vulnerabili a incendi e inondazioni.

La decisione è giunta dopo i numerosi danni causati degli incendi dei boschi greci, ergo la creazione di questa sorta di “tassa sul clima” che verrà pagata dai turisti. È un modo per poter godere delle bellezze della nazione in cambio di un piccolo contributo. Tanto piccolo in realtà non è, ma in Italia dovremmo essere gli ultimi a lamentarci visto che la nostra tassa di soggiorno è spesso anche più alta di quella greca.

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Qual è il costo della tassa di soggiorno in Grecia

L’importo della tassa dipenderà dalla stagione in cui si viaggia:

  • in bassa stagione (novembre-febbraio) la tassa giornaliera aumenterà a 2 €, con un incremento di 50 centesimi rispetto al passato;
  • in alta stagione (aprile-ottobre): la tassa salirà a 8 €, per cui l’importo finale dipenderà dai giorni di vacanza.

La tassa sarà essere versata direttamente presso la struttura ricettiva scelta, che sia un hotel, un appartamento o un Airbnb. Non è inclusa nel costo della prenotazione, quindi sarà necessario pagarla separatamente all’arrivo. Proprio come funziona in Italia. E a proposito del nostro Paese…

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Quanto costa in Italia?

In Italia la tassa di soggiorno ha cifre variabili, passando da 1 a 10 euro a notte, a seconda della struttura e dell’affluenza turistica. In poche parole, sarà più bassa in un hotel o un agriturismo di un paesino poco visitato e più alta nelle grandi città d’arte come Milano e Firenze. A partire dal 2025, però, ci saranno nuove regole, tra cui la richiesta su base volontaria da tutte le amministrazioni comunali. In poche parole saranno i comuni a decidere se lasciare l’imposta su base volontaria, in base a delle soglie minime e al numero di persone che occupano la stanza.

Tutti i dettagli operativi verranno scelti nelle prossime settimane dal Ministero del Turismo, dal Ministero dell’Economia e dall’ANCI, l’associazione nazionale comuni italiani. La tassa di soggiorno permette di raccogliere ogni anno 792 milioni di euro annui, un valore che viene reinvestito per migliorare i vari servizi riservati ai turisti. Con la nuova regola ci sarà anche una modifica, ovvero che la tassa di soggiorno verrà gestita autonomamente dai comuni e non più dai gestori dei vari hotel e BnB. Questi saranno liberati così dal peso della pratica burocratica. L’iter sarà quindi molto più semplice e diretto, anche se non è ancora stato deciso quale sarà il canale di pagamento né il modus operandi.

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